Cosa bisogna fare se un impianto dentale fa male oppure si muove?

//Cosa bisogna fare se un impianto dentale fa male oppure si muove?

Sia i denti naturali che gli impianti dentali sono circondati da tessuto gengivale che può essere aderente (gengiva cheratinizzata) oppure come mucosa libera (alveolare).

I denti si muovono. Parodontite

Dente

impianto

Impianto dentale

Impianto dentale e tessuto perimplantare

Il tessuto attorno all’impianto ha un sigillo più delicato rispetto ad un dente naturale perchè:

  • gli impianti sono inseriti direttamente nell’osso mentre nei denti naturali vi è il legamento parodontale (costituito da fibre) che si interpone tra la radice del dente stesso e l’osso.

  • gli impianti, essendo in titanio, non permettono alle fibre gengivali di ancorarsi come avviene con i denti naturali.

  • l’assenza di gengiva aderente può essere una condizione favorevole all’insorgenza di una perimplantite.

Quanto durano gli impianti dentali?

Gli impianti dentali sono destinati a durare nel tempo, a patto che vengano effettuati i regolari controlli medici che comprendono:

  • radiografie endorali per ogni singolo impianto con frequenza annuale. Vogliamo precisare che la panoramica dentale non è abbastanza precisa per diagnosticare una perimplantite.

  • sondaggio del tessuto attorno agli impianti con un’apposita sonda millimetrata in materiale plastico. La punta della sonda dev’essere flessibile per seguire l’anatomia dell’impianto, deve ridurre il trauma al sigillo impianto-gengiva ed evitare il rischio di graffiare la superficie di titanio.

  • sedute d’igiene sistematiche e personalizzate in base alla collaborazione del paziente. I controlli devono avvenire regolarmente.

Cosa succede se un impianto dentale fa male oppure si muove?

Il tessuto gengivale intorno all’impianto dentale può :

  • essere infiammato.

  • assumere un colore rosso

  • alterarsi sia di consistenza che di forma

  • sanguinare.

  • esserci presenza di pus ( suppurazione).

radiografia sano

Radiografia endorale di un impianto sano

radiografia

Radiografia endorale di un impianto con perimplantite

Impianti dentali: quando è necessario rimuoverli?

Se i controlli non vengono eseguiti in maniera scrupolosa e regolare aumenta la probabilità di fallimento degli impianti dentali, anche dopo diversi anni dall’intervento.
Se si è formata una una leggera infiammazione dei tessuti gengivali (mucosite) e dalle radiografie si individua una perdita di osso relativamente minima, si possono trattare gli impianti con una o più sedute di laser per cercare di decontaminare la superficie implantare. Le percentuali di guarigione completa, in questo caso, sono molto elevate.
Se la perimplantite avrà intaccato maggiormente il tessuto osseo la situazione si complica e sarà indispensabile la rimozione dei vecchi impianti dentali e la loro sostituzione.

Come si effettua la rimozione degli impianti dentali?

Nella nostra Clinica utilizziamo il Neo Fixture Remover Kit. Questo strumento consente di svitare con facilità l’impianto dentale affetto da perimplantite senza danneggiare l’osso circostante.
Per mezzo dell’utilizzo di una chiave dinamometrica, si potrà svitare l’impianto con una forza compresa tra gli 80 e i 100 newton nella mascella ed un valore più elevato nella mandibola. In questo modo l’intervento sarà atraumatico e preserverà l’osso ancora presente intorno all’impianto.
Sarà così possibile inserire un nuovo impianto dentale nello stesso sito in cui è stato rimosso l’impianto affetto da perimplantite. Ovviamente il successo di questo intervento dipenderà dall’esperienza e dalla professionalità del chirurgo.

2018-09-13T14:04:44+00:0031 maggio 2017|Informazioni Impianti Dentali. Indicazioni|
Dott Roberto Villa
E’ l’ideatore dell’innovativa tecnica di Implantologia Estetica Immediata OnlyOne®, la quale è stata recentemente pubblicata come “Nuova Tecnica” sull’importantissima rivista americana “The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry”. E' stato relatore a “Departement of Implant Dentistry della “Peking University”. Relazione sul “Carico immediato Post-estrattivo”
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