Implantologia a carico immediato: riabilitazione estetica

//Implantologia a carico immediato: riabilitazione estetica
Caso clinico 69

Descrizione del paziente.

La paziente di 42 anni si è presentata alla nostra osservazione con un grave problema estetico sui denti dell’arcata superiore (mascella). La signora, con gli elementi dentali residui affetti da carie e ricoperti da vecchie corone, aveva un sorriso gengivale alto (gummy smile) molto accentuato che le alterava l’estetica del sorriso. Inoltre, a causa della carie, qualche giorno dopo la prima visita effettuata presso la nostra Clinica, aveva anche perso una corona sull’incisivo centrale.

Il sorriso della paziente al momento della prima visita.

Il sorriso della paziente al momento della prima visita.

Analisi del caso.

La panoramica iniziale

La panoramica iniziale

Nel corso della prima visita come da routine, sono state fatte alla paziente delle indagini radiografiche (Panoramica e TAC Cone Beam); si è potuto così valutare le condizioni dell’osso a disposizione per l’inserimento degli impianti dentali.

Il caso clinico della nostra paziente si è da subito rivelato molto impegnativo per le seguenti ragioni:

  1. L’ osso a disposizione per l’inserimento degli impianti dentali era molto sottile.
  2. La paziente aveva dei denti che rientravano e bisognava ricreare la linea del sorriso.
  3. Era assolutamente necessario intervenire con una tecnica chirurgica mini-invasiva.

La presenza nella paziente di un sorriso gengivale alto (gummy smile) richiedeva senza alcun dubbio un intervento di implantologia in chirurgia mini-invasiva a carico immediato, il solo in grado di garantire un risultato estetico ottimale, con denti di lunghezza naturale. Era altresì assolutamente controindicato un intervento con la tecnica All-on-4® in quanto la porzione di falsa gengiva, prevista da questa tecnica, sarebbe stata praticamente impossibile da camuffare e ciò avrebbe portato ad un risultato estetico inaccettabile.

Implantologia a carico immediato. Pianificazione e fasi dell’intervento

La TAC Cone Beam è stata rielaborata in un immagine 3D (tridimensionale) tramite il software NobelClinician. Questo ci ha permesso di pianificare il posizionamento degli impianti pur in una situazione di osso estremamente sottile.

Alla paziente, in sedazione cosciente, sono stati estratti i denti ed inseriti negli alveoli post estrattivi (le cavità rimaste dopo la rimozione dei denti) 5 impianti dentali. Sono stati utilizzati, come sempre nelle riabilitazione post-estrattive dell’arcata superiore, impianti NobelActive. Negli alveoli post-estrattivi è stato inserito del biomateriale (Bio-Oss®) al fine di preservare la morfologia osseo-gengivale.

Alla paziente nel giro di 24 ore dall’intervento è stato consegnato un provvisorio fisso avvitato sugli impianti.

Questa tecnica di carico immediato post-estrattivo che prevede la fuoriuscita dei denti dalle gengive naturali con la protesi definitiva sempre avvitata sugli impianti, è stata ideata dal Dr. Roberto Villa e chiamata OnlyOne®.

Il provvisorio dopo 24 ore dall’intervento.

Il provvisorio dopo 24 ore dall’intervento.

Conclusioni

Anche in questo caso estremamente complesso l’utilizzo di un protocollo di chirurgia mini-invasiva a carico immediato ci ha permesso in un solo intervento di ottenere un risultato estetico ottimale con grande soddisfazione della paziente.

Il sorriso della paziente al momento della prima visita.

Il sorriso della paziente al momento della prima visita.

Il sorriso della paziente con il provvisorio dopo 24 ore dall’intervento.

Il sorriso della paziente con il provvisorio dopo 24 ore dall’intervento.

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