Osso scarso in zona molare: evitato il rialzo del seno mascellare.

//Osso scarso in zona molare: evitato il rialzo del seno mascellare.
Caso clinico

Osso scarso. Descrizione del paziente

Il paziente, proveniente da Torino, portava da anni un ponte di tre elementi (due premolari ed un molare) nell’arcata superiore destra. Il dente molare, ormai inevitabilmente compromesso, era stato rimosso da non molto.
Il paziente, nove anni prima, era stato riabilitato nella nostra Clinica con tre impianti nell’arcata superiore sinistra. Gli impianti, in quel caso, erano stati inseriti dopo un precedente intervento di rialzo del seno mascellare ed innesto osseo autologo.
Per la riabilitazione dell’arcata superiore destra il paziente ha chiesto se vi era la possibilità di evitare un altro intervento di rialzo del seno con innesto osseo, perché non intendeva rimanere, per un periodo di tempo troppo lungo (circa 9 mesi), senza denti.

Poco osso in zona molare: la situazione iniziale.

Parodontite avanzata: la situazione iniziale.

La panoramica iniziale

Poco osso: la panoramica iniziale.

Poco osso (osso scarso): analisi del caso.

Dalla panoramica dentale si è notato che gli apici dei premolari confinavano con il seno mascellare e, con molta probabilità, una volta estratti questi denti, ci sarebbe stato poco osso a disposizione per inserire gli impianti.
Anche nella zona molare la quantità di osso era deficitaria, solo nella zona retro molare, grazie anche alla valutazione della TAC Cone Beam, si è individuata una porzione di osso residuo da potere sfruttare per l’inserimento degli impianti.

Pianificazione computer guidata dell’intervento

Proprio per la difficoltà ad individuare porzioni di osso residuo dove inserire gli impianti, si è deciso di avvalerci dell’aiuto della tecnologia computer guidata e di un software dedicato. Siamo cosi riusciti a trovare una zona di osso nella zona retro-molare, che ci ha consentito di pianificare in quell’area il posizionamento di un impianto.

Fasi dell’intervento

Prima di tutto al paziente, in sedazione cosciente, è stato inserito nella regione retro-molare un impianto dentale da 15 mm. Questo per mezzo di una dima (mascherina) ottenuta dalla pianificazione chirurgica computer guidata.
Si sono poi estratti i premolari ed è stato posizionato un secondo impianto inclinato da 10 mm. sfruttando in maniera massimale il poco osso residuo che vi era tra i due denti .
Con dei pilastri angolati si è poi corretta l’angolazione degli impianti in modo che i denti fuoriuscissero nella posizione desiderata.
Nel giro di 24 ore al paziente è stato consegnato un provvisorio avvitato sugli impianti.

Nella foto i 2 impianti inclinati.

I 2 impianti inclinati.

Nel giro di 24 ore al paziente è stato consegnato un provvisorio avvitato sugli impianti.

Nella foto il provvisorio dopo 24 ore.

Parodontite avanzata: provvisorio dopo 24 ore.

La panoramica con gli impianti inseriti.

Poco osso: la panoramica finale.

In questo caso clinico, grazie all’ausilio della tecnologia computer guidata, si è evitato un intervento invasivo di rialzo del seno mascellare ed innesto osseo, assecondando la volontà del paziente di essere riabilitato in modo ottimale nel più breve tempo possibile.

Segnaliamo dei casi simili, con condizioni di osso residuo molto scarso, che sono stati brillantemente risolti senza interventi di rialzo del seno mascellare ed innesto osseo.
Potete leggere i dettagli cliccando su :
Caso 1
Caso 2

2018-07-19T05:49:41+00:0029 maggio 2012|Implantologia con Poco Osso|
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