Parodontite e vecchi impianti da rimuovere: carico immediato.

//Parodontite e vecchi impianti da rimuovere: carico immediato.

Parodontite e perimplantite. Descrizione del paziente.

Il paziente di 64 anni inviato da un collega di Torino soffriva di parodontite grave (piorrea) che aveva reso nel tempo i suoi denti residui non più recuperabili. Nella parte sinistra dell’arcata superiore gli erano stati posizionati anni prima 3 impianti che purtroppo risultavano affetti da perimplantite (*) e quindi assolutamente da rimuovere. Si evidenziava inoltre un’ infezione in atto nell’area premolare destra dell’arcata superiore che aveva determinato una notevole perdita ossea.

*Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più frequentemente in campo odontoiatrico una patologia chiamata perimplantite. Le cause di questa patologia, anche se vengono quasi sempre imputate ad un’infezione batterica intorno agli impianti, non sono ancora del tutto completamente chiare. Dalla nostra esperienza più che ventennale, abbiamo comunque notato che alcuni tipi di impianti ed alcune tecniche chirurgiche (tipo rigenerazione ossea guidata e chirurgie implantari invasive senza rispetto della biologia dei tessuti gengivali) sono più frequentemente associate a questo tipo di patologia. La perimplantite agendo in modo similare alla parodontite, provoca riassorbimento osseo attorno agli impianti causandone inevitabilmente la perdita.

parodontite e perimplantite: situazione iniziale.

Paziente con parodontite e perimplantite: situazione iniziale.

Parodontite e perimplantite con perdita di osso. Analisi del caso.

Le difficoltà di questo caso erano da attribuire alla grave paradontite nella zona destra dell’arcata superiore e soprattutto alla perdita di osso della zona sinistra dove il processo infiammatorio a carico degli impianti dovuto alla perimplantite aveva portato una consistente perdita di osso intorno agli impianti stessi. Durante la prima visita il paziente ha chiesto di potere risolvere il suo caso clinico con un unico intervento e di essere riabilitato nel più breve tempo possibile.

parodontite e perimplantite.

La panoramica iniziale: parodontite e perimplantite.

E’ stata effettuata al paziente una TAC Cone Beam ed è stata trasformata tramite un software dedicato in un modello tridimensionale. E’ stato così possibile valutare la quantità di osso residuo disponibile per pianificate l’inserimento degli impianti dentali.

L’intervento: rimozione dei denti e degli impianti e carico immediato.

Al paziente, in sedazione cosciente, sono stati estratti tutti i denti residui ormai irrecuperabili a causa della parodontite e contemporaneamente sono stati rimossi anche i 3 vecchi impianti affetti da peri-implantite . L’osso residuo è stato curettato, cioè è stato ripulito dal tessuto infetto. Nella stessa seduta sono stati inseriti 4 impianti negli alveoli post-estrattivi (le cavità rimaste dopo la rimozione dei denti) e sono stati inseriti 2 nuovi impianti in due dei tre siti post-implantari (le cavità di osso in cui erano alloggiati i vecchi impianti). E’ stato necessario contemporaneamente effettuare, nella zona dell’ultimo impianto rimosso, un rialzo del seno mascellare con innesto di biomateriale. Si è quindi proceduto secondo il protocollo di carico immediato su 5 dei 6 impianti. Solo per l’impianto inserito in corrispondenza del seno mascellare si è optato per un carico differito, cioè è stato caricato a distanza di qualche mese. Nel giro di 24 ore al paziente è stato consegnato un provvisorio di 10 denti avvitato su 5 impianti.

parodontite. Il provvisorio dopo 24 ore.

Il provvisorio dopo 24 ore.

Parodontite. Il provvisorio dopo circa 8 giorni dall’intervento.

Il provvisorio dopo circa 8 giorni dall’intervento.

Il paziente a distanza di 9 mesi è stato riabilitato con la protesi definitiva ed ha manifestato ampia soddisfazione per il risultato ottenuto con un solo intervento, proprio come aveva espressamente richiesto.

Parodontite. La panoramica a 2 anni dall’inserimento degli impianti dentali.

La panoramica a 2 anni dall’inserimento degli impianti dentali.

Parodontite. La riabilitazione definitiva a 3 anni dall’intervento.

La riabilitazione definitiva a 3 anni dall’intervento.

Conclusioni

In questi tipi di interventi di implantologia a carico immediato, dove è necessario rimuovere degli impianti precedentemente inseriti affetti da perimplantite, i risultati dipendono molto dalla perizia del chirurgo implantologo. Sovente infatti il chirurgo si trova a gestire, per l’inserimento di nuovi impianti, quantità di osso alquanto limitate dovute alla considerevole perdita ossea causata dalla perimplantite.

Bisogna tenere in considerazione che un paziente che chiede di essere riabilitato con impianti dentali ha già sicuramente una situazione di scarso osso residuo (poco osso) dovuto a problemi di parodontite o al fatto che da anni è portatore di una protesi mobile (dentiera o scheletrato) . Se quel poco osso residuo utilizzato per il posizionamento di un impianto viene ulteriormente ridotto da un fenomeno infiammatorio intorno all’impianto stesso (perimplantite) è chiaro che il chirurgo implantologo si troverà costretto, per sostituirlo, ad agire su quantità di osso limitatissime.

Per ridurre l’eventualità di incorrere nella perdita degli impianti consigliamo i pazienti che si affidano all’implantologia di:

  • Informarsi sul tipo di impianti che verranno utilizzati per il loro intervento.
  • Selezionare con cura il chirurgo che andrà a posizionarli.
  • Sottoporsi ai controlli clinici e radiografici programmati.
  • Praticare una corretta igiene orale domiciliare e sottoporsi a regolari sedute di igiene orale professionale.
2018-03-14T17:03:56+00:00 4 ottobre 2013|I casi difficili|
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