Perdita impianto dentale che fare

//Perdita impianto dentale che fare

La perdita di un impianto dentale è purtroppo un’eventualità che deve essere considerata e prevista nell’ambito di tutti interventi di riabilitazione con l’Implantologia dentale. Per ridurre al minimo il rischio di incorrere in futuro nella perdita di uno o più impianti il paziente può prendere qualche precauzione prima e dopo l’ intervento di implantologia:

  1. Informarsi sul tipo di impianti che verranno utilizzati per la riabilitazione.
  2. Selezionare con cura il chirurgo che andrà a posizionarli.
  3. Sottoporsi ai controlli clinici e radiografici programmati.
  4. Praticare una corretta igiene orale domiciliare e sottoporsi a regolari sedute di igiene orale professionale.
  5. Chiedere le precauzioni dopo impianto dentale
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Perdita di un impianto dentale: quali le cause e cosa fare?

Dopo un impianto dentale cosa fare?

Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più frequentemente in campo odontoiatrico una patologia chiamata perimplantite. Le cause di questa patologia, anche se vengono quasi sempre riferite ad un’infezione batterica intorno all’impianto dentale, non sono ancora del tutto completamente chiare. Dalla nostra esperienza pluriennale, abbiamo comunque notato che alcuni tipi di impianti ed alcune tecniche chirurgiche (tipo rigenerazione ossea guidata e chirurgie implantari invasive, senza rispetto biologico dei tessuti gengivali) sono più frequentemente associate a questo tipo di patologia. La perimplantite, agendo in modo similare alla parodontite (piorrea), provoca riassorbimento osseo attorno agli impianti causandone inevitabilmente la perdita.

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grafica perimplantite

Fino ad oggi la tecnica chirurgica più comune per trattare la perimplantite è stato il classico approccio a lembo a cielo aperto, con o senza innesti ossei, associato ad una terapia antibiotica. Tuttavia questo protocollo si è rivelato, in molti casi, inefficace nella risoluzione della patologia.

Incoraggianti risultati sono stati invece registrati nella perimplantite dall’utilizzo del laser che, decontaminando in maniera più completa l’area infetta, ha dimostrato spesso di essere in grado di preservare l’impianto dentale evitando così di doverlo rimuovere. La laser-terapia nella perimplantite, essendo una tecnica proposta di recente, sull’onda dei buoni risultati ottenuti nella parodontite, manca tuttavia di studi a lungo termine.

Allorchè l’impianto dentale sia stato irrimediabilmente compromesso dalla perimplantite, oggi la soluzione migliore è quella di rimuoverlo e sostituirlo. La rimozione e la sostituzione degli impianti precedentemente inseriti affetti da perimplantite, è un intervento non sempre di facile esecuzione ed i risultati dipendono molto dall’abilità del chirurgo implantologo. Sovente infatti il chirurgo si trova a gestire, per l’inserimento di nuovi impianti, quantità di osso alquanto limitate dovute alla considerevole perdita ossea causata dalla perimplantite.

Bisogna tenere in considerazione che un paziente che chiede di essere riabilitato con impianti dentali ha già sicuramente una situazione di scarso osso residuo (poco osso) dovuto a problemi di parodontite o al fatto che da anni è portatore di una protesi mobile (dentiera o scheletrato) . Se quel poco osso residuo utilizzato per il posizionamento di un impianto viene ulteriormente ridotto da un fenomeno infiammatorio intorno all’impianto stesso (perimplantite) è chiaro che il chirurgo implantologo si troverà costretto, per sostituirlo, ad agire su quantità di osso limitatissime.

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Oggi la tecnologia mette a disposizione nuovi strumenti sempre più evoluti per aiutare il chirurgo implantologo nel suo lavoro. Nel caso della rimozione degli impianti dentali nella nostra Clinica ci si avvale del Neo Fixture Remover Kit. Questo strumento consente di svitare con facilità l’impianto dentale affetto da perimplantite senza danneggiare l’osso circostante. In questo modo è possibile inserire, dopo avere opportunamente e completamente bonificato il sito implantare, un nuovo impianto dentale nello stesso sito.

Vorremmo sottolineare infine come in tutti gli interventi di implantologia effettuati nella nostra Clinica, la protesi con cui riabilitiamo il paziente, sia per quanto riguarda la fase provvisoria (protesi a 24 ore dall’intervento) e sia per quella definitiva (protesi dopo 6-8 mesi dall’intervento), è sempre avvitata e mai cementata. Questo è indubbiamente un’enorme vantaggio nei casi di perimplantite in quanto si può accedere molto facilmente all’impianto dentale compromesso, rimuoverlo e sostituirlo con uno nuovo. Il tutto senza danneggiare in alcun modo la riabilitazione protesica.

Se il lettore vuole può prendere visione di come siano stati affrontati e riabilitati pazienti con impianti da rimuovere affetti da perimplantite. Cliccare su:
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2018-01-30T11:44:40+00:0025 febbraio 2014|Informazioni Impianti Dentali. Indicazioni|
Dr. Roberto Villa
E’ l’ideatore dell’innovativa tecnica di Implantologia Estetica Immediata OnlyOne®. Ha pubblicato su riviste internazionali diversi articoli riguardanti protocolli chirurgici innovativi.
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