Perdita di un impianto dentale: perché?

//Perdita di un impianto dentale: perché?

La paziente Isabella R. di Asti ci ha scritto lamentandosi di avere perso da poco 2 dei 4 impianti che le erano stati inseriti da un collega Implantologo circa 6 anni fa. Era stata utilizzata, per la sua riabilitazione dell’arcata superiore, la tecnica All-on-4®. Ci ha interpellato chiedendoci il perché di un’evenienza simile.

Questo consulto che ci ha richiesto è l’occasione per far conoscere ai nostri lettori:

Impianto dentale: come e perché si può perdere?

Spesso non è facile identificare con precisione le ragioni della perdita di un impianto dentale.

Informiamo il paziente che intende affidarsi all’Implantologia dentale che l’evenienza, malaugurata, della perdita di un impianto è purtroppo un evento di proporzioni non trascurabili.

Analizziamo le possibili cause della perdita di un impianto dentale, ma chiariamo subito il primo dubbio che può sorgere a chi si avvicina al concetto di Implantologia dentale.

La prima domanda che solitamente il paziente ci rivolge quando si affronta l’argomento è:

Posso perdere un impianto per problemi di rigetto ? Assolutamente no!

Rigetto : reazione immunitaria contro un tessuto trapiantato che ha come conseguenza la mancata sopravvivenza del tessuto stesso. Il termine “tessuto” in questo caso va inteso come qualcosa che il nostro sistema immunitario riconosce come estraneo. Può essere un tessuto, oppure un organo, ma anche un materiale inorganico (come ad esempio, nel nostro caso, una vite di titanio).

Fortunatamente il titanio è un metallo che non viene riconosciuto come estraneo dal nostro sistema immunitario, viene considerato biocompatibile ed è utilizzato ad esempio anche nelle protesi d’anca.

Quali sono dunque le maggiori cause della perdita di un impianto ?

La più frequente è sicuramente attribuibile ad un infezione batterica che colpisce i tessuti che supportano l’impianto (si parla in questo caso di perimplantite*).

(*) Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più frequentemente in campo odontoiatrico una patologia chiamata perimplantite. Le cause, anche se vengono quasi sempre riferite ad un’infezione batterica intorno agli impianti, non sono ancora tutte completamente chiare. Dalla nostra esperienza pluriennale, abbiamo comunque notato che alcuni tipi di impianti ed alcune tecniche chirurgiche (tipo rigenerazione ossea guidata e chirurgie implantari invasive senza rispetto biologico dei tessuti gengivali) sono più frequentemente associate a questo tipo di patologia. La perimplantite, agendo in modo similare alla parodontite, provoca riassorbimento osseo attorno agli impianti causandone inevitabilmente la perdita.

impianto infezione

(Attenzione: l’infezione batterica non ha nulla ha a che fare con il fenomeno del rigetto).

Questa patologia si può prevenire:

Con le pratiche di Igiene orale domiciliare che, proprio dopo un intervento di Implantologia dentale, dovranno essere scrupolose.
Presentandosi regolarmente alle sedute di Igiene orale professionale (detartrasi) ed ai controlli programmati in seguito all’intervento.
Limitando l’uso del fumo. (Anche se non tutti gli studi sono concordi sulla influenza negativa del fumo in pazienti trattati con impianti dentali, il tabagismo sembra una concausa delle infezioni del cavo orale ed è in grado di accelerare tutti i fenomeni infettivi ed infiammatori).

Elenchiamo infine altre cause della perdita di un impianto :

  1. Inserimento dell’impianto eseguito con imperizia da parte del medico dentista (in questo caso, l’insuccesso si manifesta poco tempo dopo l’intervento chirurgico).
  2. Qualità scadente dei materiali (viti di titanio) utilizzati nell’intervento ( purtroppo in molti paesi europei, tra cui anche l’Italia, si possono reperire impianti di pessima qualità).
  3. Qualità e quantità di osso disponibile per l’inserimento di un impianto molto limitata, che non è in grado di sopportare le sollecitazioni meccaniche (insufficiente stabilità primaria).
  4. Sollecitazione meccanica eccessiva del carico masticatorio nei giorni susseguenti l’intervento di Implantologia, quando ad esempio si esegue un carico immediato.
  5. Digrignamento diurno e notturno dei denti (bruxismo).

Quanto può durare il mio impianto dentale ?

Può durare molti anni, ma dipenderà dalla cura, la qualità e la puntualità della vostra Igiene orale domiciliare.

Raccomandiamo di non trascurare le sedute di igiene orale professionale e di rispettare i controlli clinici e radiografici che vi verranno pianificati dopo l’intervento.

Se dovessi malauguratamente perdere un impianto dentale, cosa si può fare?

Vi invitiamo a leggere l’articolo inerente a questo tema cliccando su:
Perdita di un impianto dentale: cosa si può fare ?
Vi proponiamo anche di leggere come è stato riabilitato con successo un paziente affetto da perimplantite. Se volete potete cliccare su: Parodontite e vecchi impianti da rimuovere: implantologia a carico immediato.

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