Implantologia a carico immediato con impianto zigomatico in paziente con scarso osso residuo.

//Implantologia a carico immediato con impianto zigomatico in paziente con scarso osso residuo.

Protesi mobile: descrizione del paziente.

Il paziente di 45 anni proveniente da Milano si era affidato alla nostra Clinica per un intervento di Implantologia dentale. Portava da qualche anno una protesi mobile (scheletrato) ancorata a quattro denti residui, tre nell’arcata superiore destra e uno nella parte sinistra.

osso sull’arcata

Poco osso sull’arcata superiore: la situazione iniziale.

a situazione iniziale

Poco osso, vista dall’alto: la situazione iniziale.

Il dente rimasto nella parte sinistra (un premolare) si era fratturato e vi era un’infezione, ma, nonostante la sua situazione molto precaria, era indispensabile al supporto della protesi mobile.
Questa protesi era però molto instabile ed il paziente si lamentava di non potere più masticare.

Innesto osseo: soluzione precedentemente proposta.

Il dentista che aveva in cura il paziente era da tempo dubbioso su come intervenire e continuava a temporeggiare, ventilando come unica possibilità quella di un innesto osseo dalla cresta iliaca da effettuarsi in un centro specializzato.
Il paziente, ancora giovane, se avesse intrapreso questa strada avrebbe dovuto affrontare un lungo periodo (circa 1 anno) con una protesi mobile (dentiera) nell’attesa dell’attecchimento dell’innesto osseo e del successivo inserimento degli impianti. Il suo desiderio era invece di avere una riabilitazione ottimale e più rapida possibile.
Si era cosi presentato ad una visita nella nostra Clinica ed aveva chiesto un consulto.

Poco osso (osso residuo scarso): analisi del caso.

Dalla panoramica e successivamente dalla TAC Cone Beam eseguita nella nostra Clinica è parso evidente che le condizioni di osso residuo di tutta l’arcata superiore erano ridotte al minimo (poco osso).
La protesi mobile che il paziente portava da qualche anno aveva contribuito ad una marcata atrofia ossea nella zona anteriore.

ortopantomografia

Poco osso: la panoramica iniziale.

Nella parte destra dell’arcata superiore, appariva evidente che, una volta estratti i tre denti residui, la quantità di osso residuo su cui ancorare gli impianti era veramente minima a causa del seno mascellare molto espanso.
Infine a livello del premolare sinistro la mancanza di osso residuo era ancora più evidente, perché l’ infezione, correlata a questo dente, aveva portato alla perdita dell’osso circostante.
Anche in questa zona i margini del seno mascellare erano talmente prossimi da non lasciare possibilità di potere intervenire con un impianto post estrattivo.

Pianificazione dell’intervento

Dalla TAC Cone Beam, tramite un software digitale dedicato, abbiamo elaborato un modello 3D del cranio del paziente che ci ha consentito di fare una pianificazione chirurgica computer assistita dell’intervento.
Si è cosi potuto individuare nel settore anteriore due aree di osso residuo in cui era ancora possibile posizionare degli impianti.
Nella zona del premolare sinistro, dove vi era il dente con l’infezione, la situazione era molto più critica. L’unica alternativa percorribile ed efficace per una riabilitazione rapida, era quella di inserire un impianto zigomatico.

Impianto zigomatico

Al paziente, in sedazione cosciente, è stato estratto il dente premolare sinistro con infezione e si è inserito un impianto zigomatico.

( Il posizionamento di un impianto zigomatico è una procedura non scevra da rischi ed è solitamente appannaggio di vere mani esperte. Nel protocollo tradizionale è un intervento piuttosto invasivo e viene di solito eseguito in anestesia generale.
Nel nostro caso invece, grazie alla tecnologia computer guidata , è stato possibile eseguire l’intervento in sedazione cosciente e con minima invasività chirurgica. )

Per il posizionamento di questo impianto è stata utilizzata una dima chirurgica (ottenuta dalla pianificazione computer guidata), la quale è stata da noi opportunamente modificata proprio al fine di inserire l’impianto zigomatico.

Tramite il sistema di controllo digitale Safe Surgery Kit, ideato e brevettato dal Dr. Roberto Villa (brevetto internazionale accettato nel marzo 2013), abbiamo potuto prevedere e verificare con estrema precisione, prima della chirurgia, la posizione finale dell’impianto zigomatico stesso.

Sempre tramite l’uso della stessa dima chirurgica sono stati posizionati altri 2 impianti nella zona anteriore, molto atrofica. Questi impianti erano stati pianificati inclinati in modo da potere sfruttare al meglio l’ osso residuo.

Carico immediato

Nel quadrante destro sono stati poi estratti i tre denti residui e posizionato un quarto impianto in uno degli alveoli post estrattivi (le cavità rimaste dopo la rimozione dei denti). E’ stato effettuato un carico immediato. Nel giro di 24 ore il paziente è stato riabilitato con un provvisorio fisso avvitato sugli impianti.

La panoramica zigomatico

La panoramica con gli impianti inseriti: a destra l’impianto zigomatico.

Provvisorio dopo

Provvisorio dopo 24 ore dall’intervento.

la riabilitazione dopo

Nella foto la riabilitazione dopo 12 giorni dall’intervento

Un altro caso particolarmente impegnativo di impianto zigomatico si può consultare cliccando su:

Carico immediato con poco osso residuo: impianto zigomatico.

2017-12-14T08:16:25+00:00 24 novembre 2011|Implantologia computer guidata|
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