Parodontite: che cosa è la piorrea?

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Parodontite: che cosa è la piorrea? 2017-07-14T10:07:56+00:00
  • cover la parodontite

Parodontite: che cosa è la piorrea?

La parodontite

Si chiama Parodontite o Malattia Parodontale o Piorrea (come veniva un tempo definita) la malattia infiammatoria che colpisce il parodonto, ovvero l’’insieme di tutte le strutture che circondano il dente e lo aiutano a mantenersi saldo intorno all’osso.

Il parodonto, si compone di:

  • gengiva
  • osso alveolare,
  • legamento parodontale,
  • cemento radicolare (che è il tessuto che ricopre la radice del dente),

Questi tessuti si trovano attorno al dente e hanno molteplici funzioni tra cui:

  • mantenere attaccato il dente al tessuto osseo
  • conservare integri i tessuti coinvolti nella masticazione

Le cause della parodontite

L’infiammazione è provocata dalla placca batterica, un deposito complesso di batteri, tenacemente uniti tra loro e con un grande potere adesivo alla superficie del dente. Se la placca batterica non viene rimossa è facile possa portare ad una gengivite iniziale; successivamente il rischio è che, in simili condizioni di infiammazione, si possano aggregare batteri sempre più aggressivi, responsabili della parodontite.

E’ stato ampiamente dimostrato che, in associazione alla placca batterica, la presenza di altri  fattori (quali il fumo, e la familiarità) aumentano il rischio di progressione della malattia. Si registra inoltre una maggiore suscettibilità alla patologia per pazienti affetti da diabete, sindrome di Down, artrite reumatoide, pazienti HIV positivi o che fanno uso di farmaci (in terapie croniche) come steroidi, ciclosporine e calcioantagonisti.

disegno denti

Evoluzione della parodontite

Quando l’igiene orale viene trascurata la placca batterica si deposita sulla superficie dei denti provocando un’infiammazione della gengiva con possibile sanguinamento. Se la placca batterica non viene rimossa, può calcificarsi e trasformarsi in tartaro.

Il proseguire della malattia porta alla perdita di supporto del dente con la formazione di tasche (cavità patologiche tra gengiva e dente). La conseguenza sarà la mobilità del dente fino alla sua caduta, alle volte spontanea.

Le conseguenze della parodontite

  • Distruzione delle fibre che tengono attaccato l’osso al dente.
  • Formazione di una tasca parodontale (sondaggio maggiore di 3 mm.).

Attenzione: Il nostro dente perderà il suo naturale supporto e comincerà a muoversi.

I sintomi tipici della parodontite

La parodontite, come detto, è una patologia dentale molto subdola. Vi invitiamo perciò a prestare attenzione a questi segnali:

  • sensibilità dentale al caldo e al freddo,
  • arrossamenti gengivali,
  • gonfiori gengivali persistenti,
  • secrezioni gengivali e comparsa di pus nelle tasche gengivali,
  • sanguinamento gengivale dopo l’uso dello spazzolino o dopo avere masticato cibi duri,
  • mobilità e spostamento degli elementi dentali.

I sintomi raramente provocano dolore, se non nei casi di parodontite già avanzata (parodontite grave).

E’ consigliabile, se si dovesse presentare anche uno solo di questi sintomi, richiedere immediatamente un controllo dal vostro odontoiatra. Lo scopo è quello di prevenire il momento in cui si verifichino sintomi più gravi come la perdita di attacco che causa la mobilità dei denti.

La parodontite, se accuratamente trattata, è una malattia che si può arrestare.

La terapia parodontale non chirurgica

L’odontoiatra potrà intervenire sul paziente per arrestare la malattia parodontale (parodontite) attraverso una terapia causale:

  • Il paziente viene sottoposto ad una prima visita in cui, se necessario, viene eseguito un PSR (Periodontal Screening and Recording) in cui si valutano sanguinamento gengivale, tasche, forcazioni sondabili dei molari, mobilità dentale, livello di placca e tartaro presenti.
  • Viene spiegata la malattia parodontale al paziente, si raccolgono i dati anamnestici e si valutano tutti i fattori predisponenti alla malattia del caso specifico.
  • Si procede, se il clinico lo ritiene opportuno, con un test microbiologico ed un’analisi genetica. Questi test verranno ripetuti al termine della terapia causale e permetteranno di monitorare e controllare realmente l’andamento della malattia parodontale.
  • Di fondamentale importanza risulta, oltre al tradizionale status radiografico, una elaborazione della TAC Cone Beam tramite un software dedicato NobelClinician che ci permette di visualizzare la reale perdita di attacco.
  • Si danno istruzioni di igiene orale al paziente sull’uso di spazzolini, filo interdentale ecc.
  • Si programma un Charting Parodontale (sondaggio) in cui si valuta il livello di attacco della gengiva e dell’osso all’elemento dentale ( su tutti i denti ).
  • Si segnalano tutte le eventuali tasche presenti

A questo punto si procede con le fasi di Scaling (rimozione sopra gengivale del tartaro) di tutti i denti e di root-planing (levigatura sotto gengiva) dei soli denti che presentavano delle tasche. Lo scopo è di rimuovere la placca batterica che si è depositata sulle superfici radicolari (spesso porzioni della stessa placca possono essere calcificate= tartaro). Alla terapia tradizionale di Scaling e Root-Planing, la nostra Clinica associa una terapia laser – con un laser dedicato –  che permette di ottenere una decontaminazione delle tasche molto più accurata.

A questo proposito è importante ricordare che la rimozione del tartaro non è possibile con lo spazzolino e l’igiene orale domiciliare, ma è necessario l’intervento professionale dell’igienista dentale. Saranno necessarie più sedute e sarà indispensabile la collaborazione da parte del paziente che si dovrà impegnare a garantire un’accurata igiene orale domiciliare. Solo così si potrà ottenere il risultato voluto.

Terminate le sedute di Scaling, Root-planing e Laser si aspetta almeno un mese e si procede ad un nuovo Charting di rivalutazione e test microbiologico. Se la sola terapia causale non è risultata sufficiente si procede ad una pulizia sito specifica, laser associata, delle tasche residue fino alla completa guarigione. In caso contrario, basterà programmare una terapia di mantenimento con delle sedute dall’igienista dentale.

Il rapporto odontoiatra – paziente

L’odontoiatra, inoltre, potrà dedicarsi al paziente per:

  • Sensibilizzarlo alla grande importanza di una corretta igiene orale domiciliare.
  • Istruirlo sui materiali idonei da utilizzare (spazzolini manuali o elettrici, filo interdentale, pulisci lingua, rilevatori di placca ecc).
  • Informarlo sui fattori di rischio più importanti, come il fumo.
  • Invitarlo a controllare e seguire puntualmente le terapie delle eventuali patologie che influenzano il decorso della parodontite e lo stato di salute del paziente ( come per es. il diabete, malattie del sistema immunitario ecc.).
  • Suggerirgli incontri periodici con l’igienista dentale che valuterà, in base al grado di collaborazione, la frequenza dei richiami individuali (da 3 a 6 mesi). Il successo delle terapie ed il mantenimento di salute dentale dipende infatti fortemente dalla compliance paziente-igienista.
  • Controllarlo per eliminare o eventualmente correggere dei fattori che potrebbero favorire la colonizzazione batterica oppure ostacolare una buona pulizia dentale domiciliare (vecchie otturazioni o protesi mal posizionate, carie ecc.)

Per concludere, ribadiamo che l’intervento più risolutivo verterà senza dubbio nell’istruire e motivare il paziente a migliorare la propria igiene orale quotidiana, condizione indispensabile e determinante per una buona riuscita del programma di prevenzione della parodontite.

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